parrocchia Santa Barbara - page 94

“Parrocchia S. Barbara” Mestre (VE
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“ arrocchia S.Barbara” Mestre (Ve)
La congregazione delle “Riparatrici
del Sacro Cuore” è stata fondata da
Isabella de Rosis, nata il 3 giugno
1842 a Rossano Calabro (Cosenza)
che però visse, operò e morì a
Napoli. I suoi genitori Domiziano e
Gabriella Berlingeri appartenevano
alle migliori famiglie di Rossano e di
Crotone; Isabella sin da bambina era
incline alla pietà, che riuscì a
coltivare nonostante le difficoltà
frapposte dall’ambiente familiare. A
10 anni entrò nel convitto del
monastero di S. Chiara a Napoli,
dove restò dal 1853 al 1860,
completando così la sua formazione.
A 19 anni, nel 1861, ritornò in
famiglia, però con l’intento di
abbracciare lo stato religioso, con
l’opposizione dei genitori. Nel 1869, a 27 anni, Isabella entrò come
postulante tra le Figlie della carità a Napoli e da lì trasferita a Parigi, che
lasciò dopo due anni per motivi di salute. Dopo un breve periodo trascorso a
Rossano, ritornò a Napoli per curarsi, mentre, nel contempo, cercava di
essere ammessa in qualche istituto religioso. Nella sua vana ricerca, maturò
in lei l’idea di fondare un istituto di riparatrici, cominciando ad attuarla nel
1875; nel mese di ottobre, l’arcivescovo di Rossano mons. Pietro Cilento
imponeva il velo alle prime postulanti del nuovo istituto, che prese il nome
di “Suore Riparatrici del Sacro Cuore”, al quale la fondatrice volle
imprimere il carattere di riparazione, ma nel contempo anche di attività
religiosa, educativa e caritativa. La prima grande prova che colpì la
congregazione fu l’epidemia di colera del 1884, che colpì con violenza
Napoli e la provincia e in parte tutto l’ex regno delle Due Sicilie. La
situazione di Napoli città era particolarmente miserevole per il sussistere nel
contesto urbano di grotte, fondaci, sotterranei, che nei quartieri popolari e
poveri, davano un triste spettacolo di squallore, di miseria, con strade
sporche e buie, case cadenti, mortalità infantile e malattie infettive elevate;
ma soprattutto per la mancanza di una adeguata rete di distribuzione
dell’acqua potabile. Negli anni intorno al 1890, il morbo fu debellato,
grazie a quello che fu storicamente chiamato “Risanamento”. Ma nel 1884 e
anni seguenti, i morti furono molti, e anche le Suore Riparatrici del S. Cuore
si ridussero ai minimi termini: la stessa fondatrice madre Isabella De Rosis
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