parrocchia Santa Barbara - page 127

“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
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“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
raggiungere, una meta che, di fatto, solo pochi conseguiranno. Le cappelle
(comunità di base) che ho visitato esprimono, da un lato, tale povertà ma
anche una semplicità e gioia di vivere capaci di generare relazioni umane
per noi del tutto impensabili. In tale situazione, di radicale povertà, ho
avuto la grande gioia di celebrare l’Eucaristia e amministrare, a più
persone, l’unzione dei malati. Ho incontrato molti laici a pieno servizio
della Chiesa, nonostante il loro lavoro quotidiano e la loro famiglia; sono
catechisti, leader delle comunità di base e responsabili dei vari ambiti della
pastorale. Questo mi ha subito richiamato alla mente quanto cerchiamo di
fare a Venezia nel nostro cammino di conversione pastorale, seguendo
l’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco; mi sembra
che su tale visione - comunità di base, cenacoli - a Ol Moran siano più
avanti di noi e ci precedano. In questo la nostra Chiesa deve guardare alla
piccola parrocchia del Kenya che si chiama Ol Moran. E Ho toccato con
mano il grande lavoro compiuto dai sacerdoti che hanno prima fondato la
parrocchia e, poi, l’hanno fatta crescere: don Giovanni Volpato
innanzitutto e, poi, don Giacomo Basso; se non ci fosse stato il loro “sì” e
la loro dedizione (non sono state figure di passaggio), Ol Moran
semplicemente non esisterebbe”
. Alla domanda se qualcuno, tra le persone
incontrate, gli avesse manifestato il desiderio di venire a migrare in Europa,
il Patriarca ha così risposto: “
No, nessuno! E, da parte mia, in almeno in
un’omelia e in una catechesi ho rimarcato di non guardare all’Europa
come a un miraggio o un modello da imitare acriticamente perché noi
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