parrocchia Santa Barbara - page 53

“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
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“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
La chiesa, appena inaugurata, non aveva il pavimento e per diversi anni le
funzioni religiose si svolsero sul pavimento in calcestruzzo grezzo: in molti
ricordano l’anfora all’ingresso che ha ospitato a lungo un cartello
“offerta
per il pavimento della chiesa”.
Anche gli arredi, conseguentemente, erano
pochi ma pregevoli: diverse composizioni in ferro battuto vennero create
dalla pregevole opera di un artigiano locale, il maestro Antonio Fuin: il
grande crocifisso in ferro battuto sulla parete di fondo e le composizioni
sull’altare del Santissimo, sull’altare dove viene conservata l’Eucaristia, con
le quattro figure che rappresentano gli evangelisti: l'angelo (nascita di
Cristo-uomo: Matteo), l'aquila (ascensione di Cristo: Giovanni), il leone
(resurrezione di Cristo: Marco), il bue (morte di Cristo: Luca). Altre
composizioni vennero create per gli amboni e per l’ala del coro.
Al centro c'è l'altare, simbolo di Cristo, dove viene celebrata la Santa
Messa. Nella parte sinistra, entrando, incontriamo la statua di Sant'Antonio
da Padova (in gesso), qui collocata per la grande devozione popolare verso
questo Santo. Poco oltre, dinanzi alle vetrate colorate, una bellissima stuatua
in legno della Madonna. Essa fu acquistata da don Ettore in Val Gardena, ed
è opera del maestro Perathoner, scultore appartenente ad una famiglia di
scultori noti per le loro realizzazioni di arte sacra. Nella vetrata, sotto le
lettere A (Ave) M (Maria) sono raffigurati il giglio, simbolo della purezza,
il sole e la stella del mattino, annuncio del giorno, speranza delle genti che
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