parrocchia Santa Barbara - page 65

“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
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“Non nobis Domine”: sessant’anni di fede
CAPITOLO III: L’ENERGIA DELLA FEDE.
Don Ettore Fuin.
Difficilmente la comunità potrà dimenticare
l’attività spirituale operata da don Ettore, il suo
entusiasmo, la sua energia. Egli in primo luogo si
preoccupava dell’insegnamento cristiano, il
Vangelo, dei catechismi, spiegati con una certa
attenzione e cura e soprattutto fondati sulla vera
dottrina. In secondo luogo egli ci teneva soprattutto
alla vita sacramentale: confessione e comunione.
Se la comunione è importante, anzi indispensabile
per la vita cristiana, essa doveva essere preparata
dalla confessione, seria, sincera, non saltuaria.
Conoscendo l’animo umano egli sapeva che il sacerdote doveva essere
come il pescatore pronto ad attendere i pesci, piuttosto che fossero i pesci a
inseguire il pescatore. In altre parole, il sacerdote doveva essere sempre
pronto ad ascoltare e ad assolvere. Il suo apostolato mirava in primo luogo
ai ragazzi e ai giovani, sulla linea dell’esperienza salesiana e di altre
esperienze veneziane. Pertanto, catechesi, frequenza ai sacramenti, e anche
divertimento: non si possono dimenticare le bellissime gite (uno, due, tre
pulmann) fatte in montagna o in altri luoghi turistici. Così non si può
dimenticare la S. Messa dal papa Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo, dove
un folto gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, ha potuto anche intrattenersi
con il Santo Padre e un funzionario del Vaticano osservò che il papa sarebbe
rimasto ancora volentieri a conversare con loro. I frutti di una tale attività
non si vedevano subito, ma i matrimoni che hanno unito quei giovani tra
loro sono stati la premessa delle famiglie cristiane che ora stanno crescendo.
Un esempio contagioso.
Così Don Lucio Cilia ricordava don Ettore:
“La
persona di don Ettore è stata decisiva per la scelta più importante che ho
fatto, quella di diventare sacerdote: come tale riconosco nella sua opera i
segni dello spirito di Dio che suscita e accompagna le vocazioni. Vi
riconosco il segno bello e significativo della fedeltà. Dal giorno della sua
ordinazione fino ad oggi è stato un prete che al suo ministero ha dato tutto,
senza ritagliarsi spazi per interessi privati, diversi da quelli del bene della
parrocchia. Lo ha sostenuto una grande fiducia nella Provvidenza, anche
quando c'era la terra da comprare, la chiesa da costruire, i debiti da
pagare. Ha amato profondamente le persone, in particolare i piccoli e i
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